martedì 24 febbraio 2015

Recensione: The Order: 1886

Ebbene si! Preso al day one...veramente era il giorno dopo...però provato sabato stesso e devo dire che l' è proprio un bel gioco...sotto alcuni punti di vista!!!
Per chi non lo conoscesse, The Order: 1886 è un videogioco di genere sparatutto in terza persona sviluppato Ready at Dawn pubblicato da Sony Computer Entertainment come esclusiva per PlayStation 4. L' obiettico di mamma Sony è quello di realizzare un gioco che emuli il successo di The Last of Us per la scorsa generazione...cosa riuscita in parte (secondo la mia umile opinione) al team di sviluppo...ma andiamo per gradi.



Una volta impugnato il joypad, vi vedrete catapultati nei panni di Galahad, un membro dell'Ordine che opera nella città di Londra, a Whitechapel, dove una violenta rivolta è scoppiata a causa di disuguaglianze sociali. L'Ordine venne creato da re Artù in persona, a causa dell'apparizione di creature che hanno subito mutazioni genetiche, noti anche come "mezzo-sangue"...Questi naturalmente non saranno gli unici nemici, e sopratutto la trama non è così semplice, infatti non dovrete solo sconfiggere i Lycan e salvare il mondo.
Come punti positivi abbiamo sicuramente la grafica, mozzafiato...in alcuni casi non si percepisce la differenza tra gioco e scene di intermezzo (molto presenti nel gioco). Il gameplay è buono e sopratutto semplice, con meccaniche molto intuitive e simpatiche...anche se dopo un po diventano molto ripetitive. Infatti la seguenza è sempre...insegui i nemici, mettiti al riparo, spara senza essere colpito. Anche se sembra tutto semplice, durante il gioco la cosa risulta un pochino complicata, considerando che non si riesce a sparare da tutte le posizioni, ma bisogna scoprirsi per prendere la mira...ed in quel momento si rischia la pelle.
Gli scenari non presentanto la parte open world...questo dovuto al fatto che, per avere una grafica a quei livelli, si doveva sacrificare qualcosa...quindi ci troviamo in scenari con percorso quasi costretti, senza aver libertà di movimento alternativo.
Che dire, secondo me ci troviamo davanti ad un mix perfetto tra Beyond e The Last of Us.
In conclusione, è un buon gioco, da provare sicuramente, che apre la strada per un buon brand...aspettiamo e vediamo cosa ci presenterà il futuro. Sembra che la Ready at Down stia già pensando ad un seguito.

Nessun commento:

Posta un commento